mercoledì 20 aprile 2011
Scopriamo il Montefeltro con l'escursionismo
Il Montefeltro è una terra ricca di bellezze naturali e di storia: i suoi paesaggi incontaminati, i boschi, i colli che emergono dalle dolci colline, i castelli, i borghi immersi nel verde, le pievi e diverse altre peculiarità colpiscono anche il più distratto dei visitatori.
Questi luoghi di interesse possono essere scoperti e visitati, nel pieno rispetto dell’ambiente, attraverso l’escursionismo. Con l’aiuto di una Guida Ambientale Escursionistica il visitatore ha la possibilità di osservare, vivere e assaporare una miriade di curiosità che difficilmente riuscirebbe a scorgere da solo. La Guida Ambientale Escursionistica è infatti un professionista che accompagna in sicurezza, con la necessaria assistenza tecnica, singoli o gruppi di visitatori su tutto il territorio, illustrandone gli aspetti naturalistici, antropici e culturali.
La rete sentieristica del Montefeltro contiene percorsi di varia lunghezza e difficoltà, ognuno dei quali con i propri paesaggi, storie e peculiarità. In particolare, il Parco Naturale del Sasso e Simone e Simoncello offre sentieri molto apprezzati dai turisti che si snodano tra i Sassi ed il Monte Carpegna, ma è anche possibile stabilire percorsi “personalizzati” nei pressi della struttura ricettiva.
Trekking in programma:
Nel cuore verde del Montefeltro
Montefeltro da scoprire: dal Sasso Simone a San Leo
mercoledì 16 marzo 2011
Il mio EVS in Turchia
Eccomi appena tornato da una bellissima esperienza in Turchia! Ho partecipato come volontario europeo ad un progetto ambientale con giovani da varie parti d'Europa. La Turchia è un paese immenso, ricchissimo di bellezze naturali ed archeologiche dove si può sperimentare fra un ciai e un altro (tee turco) la gentilezza e l'ospitalità dei suoi abitanti. In questo progetto abbiamo ripulito la spiaggia dai numerosi e variegati rifiuti che la ricoprivano (abbiamo trovato veramente di tutto, dalle scarpe alle bottiglie di medicinali) per offrire un sito di nidificazione più idoneo alle due tartarughe marine Caretta caretta e Chelonia mydas, entrambe classificate come "endangered" nella lista rossa dell'IUCN. Abbiamo svolto diverse iniziative di sensibilizzazione con la popolazione locale e nelle scuole, in particolare incontri informativi ed un simpatico teatro di strada per i più piccini. Lo scorso 4 marzo abbiamo organizzato "Cleaning in one day", dove abbiamo pulito la spiaggia assieme alle scuole ed agli abitanti di Mersin, e non sono mancate la televisione e qualche autorità! Tutto questo è stato realizzato grazie alla disponibilità dell'associazione ospitante "3rdeyemed" e al lavoro di gruppo di noi volontari.
Un lavoro significativo in una cittadina che negli ultimi anni ha avuto un importante sviluppo e che ora si sta rendendo conto che questo deve andare a pari passo con la tutela ambientale.
Ancora di più per me è stata un esperienza umana e di vita, in cui si è imparato tanto da persone, culture diverse, situazioni nuove e dove ci si è fatti nuovi amici.
Un grazie all'associazione Vicolo Corto che mi ci ha spedito!
Ancora di più per me è stata un esperienza umana e di vita, in cui si è imparato tanto da persone, culture diverse, situazioni nuove e dove ci si è fatti nuovi amici.
Un grazie all'associazione Vicolo Corto che mi ci ha spedito!
giovedì 11 novembre 2010
Vertice sulla biodiversità di Nagoya
(dal sito www.wwf.it)
Per la difesa della natura questo è un momento storico: i Governi riuniti a Nagoya per la decima Conferenza della Parti (COP10) sulla Convenzione per laDiversità Biologica (CBD) hanno varato il Piano di azione globale per la biodiversità: 10 anni per salvare la biodiversità sul pianeta con un Piano d’azione condiviso al livello globale.
I delegati che hanno partecipato alla 10ma Conferenza delle Parti sulla Biodiversità (COP10), riuniti dal 18 ottobre a Nagoya, sono riusciti finalmente a superare lo scoglio del regolamento ABS ,sull'accesso e la condivisione dei benefici derivati dalle risorse genetiche (Access and Benefit Sharing Protocol) che era in stallo da 18 anni da quando la Convenzione è stata firmata.
Il Protocollo di Nagoya/ABS (così si chiamerà) è un risultato storico e consentirà che l’immenso valore delle risorse genetiche venga finalmente condiviso fra popoli e nazioni. Inoltre i governi hanno condiviso l’obiettivo di arrestare il sovrasfruttamento delle risorse marine e di proteggere il 10% delle aree marine costiere e le aree “high seas”.
E su questo ultimo punto il commento del WWF: “Pur riconoscendo il grande progresso fatto su questo obiettivo il WWF sottolinea tuttavia che per adesso l’accordo riguarda solo la metà di quanto avevano chiesto gli scienziati per assicurare la conservazione di questi fondamentali biomi”.
Il nuovo Piano d’Azione per la biodiversità individua anche l’obiettivo di proteggere il 17% degli habitat terrestri che è un incremento modesto dell’attuale 10% ma pur sempre uno slancio in avanti perchè riguarda tutto il pianeta e da realizzarsi in un arco di tempo piuttosto breve (10 anni).
I governi hanno anche raggiunto un accordo per modificare i sussidi perversi (es pesca, agricoltura, trasformazione del territorio). Un‘ultima e non meno importante decisione, chiesta a gran voce e più volte anche dal WWF anche in occasione del lancio dell’ultimo Living Planet Report, il nuovo accordo chiede ai paesi di garantire che il valore della biodiversità venga integrata nelle contabilità nazionali. “Si tratta di un elemento strategico e nuovo nell’approccio alla difesa della natura, un segnale politico importantissimo che metterà in moto un nuovo approccio alla finanza globale" – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia.
Mentre il Giappone si è impegnato mettendo a disposizione fondi significativi, il resto dei paesi sviluppati non è stato in grado di mettere sul piatto altrettante risorse immediatamente disponibili. Tuttavia i governi hanno condiviso l’obiettivo di identificare i finanziamenti necessari al Piano strategico entro il 2012 , soldi "freschi" vitali e fondamentali per mettere mano immediatamente alla perdita di biodiversità nel mondo.
“Mentre sono stati fatti significativi progressi su molti fronti bisogna ancora lavora per mobilitare le risorse necessarie per aiutare i paesi in via di sviluppo per raggiungere il loro obiettivo. Ci ha rattristato vedere come alcuni paesi tra i più ricchi siano arrivati a Nagoya a mani vuote, incapaci o poco disponibili a mettere in gioco le proprie risorse capaci di rendere possibile per i paesi in via di sviluppo di raggiungere obiettivi impegnativi. I paesi lasciano Nagoya comunque con una nuova strada condivisa su come salvare la vita sul pianeta” – ha concluso Leape - Adesso è fondamentale che velocemente traducano queste premesse in azioni concrete. Speriamo che nei prossimi mesi anche l’Italia lavori per individuare le risorse necessarie a contribuire agli obiettivi che sono indicati nel piano globale e in quello nazionale."
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